Questo sito ha bisogno della pubblicità per poter essere mantenuto. Gentilmente disabilita il blocco della pubblicità nel tuo browser per questo sito web.
Caricamento in corso...Caricamento in corso...
Caricamento in corso...

Competizione digitale

Molti si chiedono se:
Con il Calcio in pay per view Mediaset e La 7  faranno concorrenza a SKY?
E la pay Tv italiana, che registra un'audience in costante crescita, sta sottraendo telespettatori ai canali generalisti di Rai e Mediaset?
E ancora: l'imminente debutto di Telecom Italia, Tìscali e Wind nella IPTV, già presente con Fastweb, a quale telespettatore rivolgerà la propria offerta? Lo stesso telespettatore che oggi guarda i canali generalisti terrestri oppure chi, invece, ha scelto la Tv satellitare?
In buona sostanza: satellite, DTT e IPTV sono concorrenti o complementari?

SKY e la Tv satellitare
Dal suo debutto in Italia, avvenuto circa due anni fa, la Tv di Murdoch non ha sbagliato un colpo: ha sconfìtto la pirateria e recuperato la credibilità che la televisione satellitare aveva perso nei confronti del mercato.
I numeri danno ragione a SKY, per almeno due motivi. Primo: gli abbonati sono cresciuti, nonostante il continuo aumento del prezzo dei vari pacchetti (siamo vicini a quota tre milioni e mezzo); secondo: i dati Auditel dicono che la televisione satellitare macina ascolti, come non aveva mai fatto prima.
Tutto questo nonostante la presenza della Tv digitale terrestre e il conseguente contributo governativo sull'acquisto del decoder.
Alla quantità dell'offerta, resa possibile dalla banda satellitare praticamente illimitata, SKY abbina una qualità altrettanto importante, amplificata anche dal decadimento dei programmi offerti della televisione generalista terrestre.
Un altro punto di forza del satellite riguarda la presenza di centinaia di canali gratuiti in tutte le lingue, italiano compreso. Improponibile ad oggi un paragone con DTT e IPTV; il satellite si rivolge a due target ben distinti: a chi preferisce qualità e quantità dei contenuti, disposto a sostenere un costo mensile d'abbonamento e a chi è interessato ai canali esteri. In totale, il 30 percento circa delle famiglie italiane.
Il futuro è roseo. In attesa della parabola bidirezionale (ricevente e trasmittente) la prossima frontiera è quella dell'HDTV, per la quale il satellite è privilegiato, grazie all'enorme banda di trasmissione disponibile. A conferma di ciò, voci di corridoio danno per certo che i prossimi Mondiali di Calcio in Germania, grazie a SKY che ne ha acquistato i diritti, saranno ad Alta Definizione. Ancora assente invece, ad oggi, l'audio multicanale

Rai - Mediaset - IPTV

La Pay per View ha generato un grande interesse. Resta da verificare se intercetterà una domanda non soddisfatta da SKY, oppure se ne diventerà concorrente. E' più probabile la prima ipotesi.
Ma la missione originaria, quella che ha determinato il finanziamento dei decoder, prevede innanzitutto la creazione di servizi interattivi di pubblica utilità, che richiedono lunghi tempi di sviluppo. Ecco perché ad oggi, tutto ciò che è in onda (poco) è ancora sperimentale. Progetti ambiziosi sono in fase di avanzata realizzazione: resta solo da riscontrare il consenso che raccoglieranno presso il pubblico.
I nuovi canali (Boing, RaiDoc, Raiutile, ecc.) sono ancora pochi, perché la Tv digitale terrestre possa raccogliere ampi consensi, anche se sono tutti gratuiti.
L'offerta DTT comunque non sarà mai così ricca come quella satellitare, perché le frequenze di trasmissione disponibili sono limitate. Anche la natura dell'offerta sarà soprattutto gratuita. Infine, lo sviluppo dell'HDTV potrebbe procedere lentamente: complici l'incompatibilità degli attuali decoder ed ancora una volta, la limitata disponibilità delle frequenze di trasmissione.
Per concludere il Digitale terrestre è il naturale sostituto della Tv analogica, quindi rivolto alla totalità delle famiglie italiane. La pay per view sarà marginale nell'offerta complessiva, mentre l'interattività e i canali nazionali/locali gratuiti saranno protagonisti.

Il Video On Demand dell' IPTV
Il successo dell'IPTV è strettamente legato alla comprensione, da parte dei telespettatori, del concetto di Video On Demand. Nel caso dell' IPTV i server dei broadcaster, attraverso la rete, trasmettono a casa dell'abbonato solo il programma che ha scelto di vedere.
Quanti programmi sono disponibili? Tutto dipende dalla capacità del server; in pratica non c'è limite, anzi è addirittura possibile localizzare l'offerta per area geografica.
Non ci sono palinsesti: si sceglie ciò che si desidera vedere da un menu composto da programmi d'ogni genere.
Il Video On Demand dell'IPTV si porrà in competizione soprattutto con l'Home Video e, marginalmente, con la Pay per View satellitare e terrestre, per i consumi televisivi occasionali.
Ma è improprio chiamarla televisione, nel senso tradizionale del termine e proprio questo aspetto determinerà, o meno, il suo successo.