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Impianto motorizzato

INDICE:


Puntamento Motorizzato ( POLAR  MOUNT ).

Il supporto della parabola, necessario per il puntamento motorizzato della parabola è chiamato POLAR MOUNT. Lo spostamento di questo supporto attorno all'asse polare avviene tramite dispositivi elettro­meccanici chiamati attuatorì. I più diffusi sono quelli lineari, particolarmente adatti per sistemi motorizzati che coprono archi di circa 60-90°. L'ampiezza dell'escursione è determinata sia dalla massima estensione del gambo telescopico che dal braccio sul quale l'attuatore lavora. Sono costituiti da un gambo telescopico che scorre all'interno di un tubo cilindrico tramite la rotazione di una barra filettata, attuata per mezzo di un motore in corrente continua associato ad un riduttore ad ingranaggi invertendo la tensione di pilotaggio è possibile rovesciare il verso di rotazione e quindi estendere o retrarre il braccio.


L'estremità di quest'ultimo è dotato di anello che viene incernierato in un apposito punto della parabola, mentre sulla parte esterna è inserita una fascia che ne permette l'ancoraggio alla parte fissa del supporto. L'estensione, ovvero la corsa massima dell'attuatore, assieme alla posizione reciproca dei punti di ancoraggio, determina l'ampiezza dell'angolo dì rotazione della parabola. Nel nostro caso la lunghezza dell'attuatore è di 18", pari a circa 45cm, e l'angolo di rotazione risultante ammonta a 90-110°. L'attuatore è dotato di due fine corsa che determinano i limiti inferiore e superiore dell'escursione meccanica del braccio telescopico ed il cui intervento previene i danni conseguenti ad errato pilotaggio da parte del sistema di controllo. I fine corsa sono costituiti da due microswitch comandati da altrettante camme di plastica sovrapposte e collegate all'albero motore attraverso un riduttore meccanico. I limiti meccanici sono preposizionati dal costruttore: in fase di montaggio è però opportuna una loro regolazione. Si alimenta il motore facendo rientrare il braccio fino all'intervento dello switch che fissa il limite inferiore. Se il blocco non ha luogo o se il braccio rimane troppo esteso, si può raggiungere la corretta posizione svitando o avvitando la parte mobile dell'attuatore. Per regolare il limite massimo, si alimenta il motore fino a superare di circa 6-7mm l'elongazione richiesta per ricevere il satellite più lontano (nel nostro caso quello più ad Ovest). A questo punto si ruota la camma superiore fino a che essa preme il pulsante del microswitch, determinandone la commutazione.


Fasi Operative
Tramite il montaggio polare e l'attuatore, è quindi possibile un soddisfacente inseguimento dei satelliti, semplicemente ruotando la parabola attorno ad un asse parallelo a quello che unisce i poli N-S della terra.
Da semplici considerazioni geometriche, si trova che l'asse polare forma un angolo rispetto al piano orizzontale di valore uguale alla latitudine della località ricevente. Affinchè però l'asse dell'antenna punti in corrispondenza della fascia di Clarke, è necessario inclinare la parabola rispetto all'asse polare di un angolo appropriato (detto declinazione) che alle nostre latitudini è compreso tra 5° e 7,3°, il cui valore si può dedurre da questa TABELLA. Veniamo ora alle operazioni da eseguire per l'installazione di un montaggio polare. Dopo aver fissato il palo di sostegno, che deve risultare perfettamente verticale, si monta su di questo il supporto polare al quale in precedenza era stato fissato il disco parabolico.
Si ruota quindi l'antenna fino a che il suo asse risulta parallelo a quello del meccanismo di elevazione: in questa posizione l'asse della parabola punterà verso l'apice (punto più alto) dell'arco descritto nel movimento da Est a Ovest. A questo punto si ruota l'insieme supporto-antenna in modo che l'asse di quest'ultima punti esattamente a Sud. L'operazione deve essere eseguita aiutandosi con una bussola.
Si procede poi a regolare sul richiesto valore l'angolo di declinazione, che deve corrispondere a quello indicato dal costruttore (5,3° alla nostra latitudine di 38,2 °) e quindi l'inclinazione dell'asse polare in modo che ne risulti un'elevazione pari a quella massima prevista per la località ricevente (sempre deducibile dalla tabella o calcolata: nel nostro caso 46 °) corrispondente all'apice dell'arco geostazionario visto dalla stazione ricevente e determinato come si è detto dalla sua latitudine. La verifica immediata della correttezza dei valori impostati sarebbe possibile se nella fascia di Clarke fosse presente un satellite attivo posizionato esattamente in corrispondenza della latitudine della stazione ricevente, quindi a Sud.
Collegare il cavo di discesa proveniente dall' LNB all'ingresso del misuratore di campo.
A questo punto l'intento è di allineare la parabola sull'asse Nord-Sud geografico. Per realizzare questo si prendono come riferimento due punti dell'orbita geostazionaria; uno più vicino al punto di massima elevazione e l'altro più lontano. Nel nostro caso: Messina si trova a 15,5° Est di longitudine, come primo riferimento si possono quindi prendere l' EUTELSAT .... e come secondo riferimento l' INTELSAT 601 27,5° OVEST. Il satellite più vicino al punto di massima elevazione è il più facilmente intercettabile se non si sono commessi errori impostando l'elevazione. Il satellite più lontano servirà invece come riferimento per allineare l'antenna su l'asse Nord-Sud geografico.
Si muove quindi l'antenna per avere il massimo segnale del satellite EUTELSAT ...... 16° EST. Annotare il segnale raggiunto ciò servirà dopo gli aggiustamenti che seguiranno per verificarne la sua permanenza. Naturalmente si dovrà prendere come riferimento sempre lo stesso canale.



Spostare l'antenna fino a che l'elevazione dell'antenna corrisponda al satellite INTELSAT 601 27,5° OVEST. Con spostamento fine dell'azimut ottimizzare il segnale ricevuto agendo anche sul movimento della parabola. Se non si riceve nessun segnale significa che l'allineamento Nord-Sud non è esatto. Continuare quindi con piccoli aggiustamenti di azimuth e muovendo la parabola. In caso di miglioramenti del segnale continuare sulla stessa direzione, altrimenti invertire le variazioni di azimuth e attuatore finoa quando si verifica un miglioramento trovando quindi il massimo segnale ricevibile. Per stabilire il verso e l'entità delle regolazioni da effettuare può essere utile, in questa fase, forzare la parabola in senso orizzontale e verticale, spingendo o tirandone il bordo. Riportarsi sul satellite EUTELSAT ...... 16° ESTe verificare la permanenza dello stesso livello di segnale annotato all'inizio del puntamento.
A questo punto è necessaria una verifica della corretta ricezione dei satelliti ad Ovest compresi tra i due assunti come riferimento e di quelli presenti ad Est. Per i primi non ci dovrebbero essere problemi, visto che le regolazioni hanno portato a far coincidere le estremità della porzione ad Ovest dell'arco geostazionario. Per i satelliti ad Est potrebbe invece presentarsi qualche problema, nel caso di errore di verticalità del palo di sostegno, che tuttavia non può venir compensato con le sole regolazioni permesse dal montaggio. Se si esclude questa eventualità, il preciso puntamento può essere raggiunto modificando di poco l'elevazione ed eventualmente la declinazione. A tal proposito è opportuno ricordare che la regolazione dell'elevazione determina uno spostamento dell'arco in senso verticale, senza apprezzabile modifica della forma, mentre quella della declinazione ne modifica sensibilmente la curvatura.


Controllo del posizionamento
Lo spostamento dell'antenna nel montaggio motorizzato viene individuato dal ricevitore - posizionatore tramite gli impulsi che vengono prodotti dall'attuatore per mezzo di un trasduttore (reed-switch, ad effetto Hall o fotoelettrico). Questi impulsi vengono contati dal ricevitore e così, partendo da una qualunque posizione orbitale, il conteggio si incrementa o si decrementa a seconda del verso di rotazione. In tal modo, ad ogni posizione orbitale corrisponderà un numero (generalmente a 4 cifre) che viene memorizzato entro una EEPROM, assieme a quello relativo alla posizione raggiunta nell'istante di spegnimento dell'apparecchiatura. La precisione del posizionamento è legata al numero di impulsi prodotti per unità di spostamento e risulta maggiore per i trasduttori di tipo fotoelettrico i quali, per contro, richiedono un terzo filo per l'alimentazione dei circuiti associati. I più diffusi sono i trasduttori reed-switch formati da un contatto posto entro un'ampolla di vetro, che viene chiuso in presenza di un intenso campo magnetico assiale. Questo viene prodotto da un magnete messo in rotazione dall'asse del motore e così ad ogni giro è generato un impulso che tramite due conduttori viene trasferito al posizionatore. Nel caso di trasduttori optoelettrici o ad effetto Hall, è richiesto anche un terzo conduttore per fornire l'alimentazione al circuito.